Maldini Patrimonio: Campione. Mito. Leggenda. Le parole rischiano di non rendere comunque a pieno l’importanza di Paolo Maldini per il calcio italiano, europeo e mondiale. 

Quello che per molti all’inizio della sua carriera era soltanto “il figlio di Cesare” ha raggiunto l’amatissimo papà praticamente in tutto.

Il palmares ed i numeri di una leggenda

E non solo lui, ma in pratica qualsiasi altro calciatore italiano, con l’eccezione di Gigi Buffon. Per lui da calciatore 26 trofei, tra cui 7 scudetti e 5 Champions League (pareggiando il record di Paco Gento di 8 finali giocate). In pratica, almeno uno all’anno, visto che si parla di una storia cominciata nel lontano 1984 e che ancora oggi lo lega al modello Milan, unico grande amore della sua vita sia in campo che dietro una scrivania.

Della storia di Paolo Maldini calciatore si è detto davvero tutto, ma vale sempre la pena far capire di chi si parla. E come sempre, i numeri parlano per lui:

  • 25 stagioni da professionista in Serie A, record assoluto per il calcio italiano assieme a Francesco Totti;

  • 902 partite con la maglia del Milan, record di presenze dei rossoneri e per un singolo club in Italia;

  • 647 partite in Serie A, secondo di sempre dietro a Buffon e primo per le presenze con una sola maglia;

  • 174 presenze nelle competizioni UEFA, record per un calciatore italiano;

  • 126 presenze con la nazionale italiana;

  • 8 finali di Champions League giocate (record assoluto, assieme a Paco Gento);

  • 26 trofei vinti con il Milan: 7 scudetti, una Coppa Italia, 5 Supercoppe Italiane, 5 Champions League, 5 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, una Coppa del Mondo per club.
     

Dunque, per lui da calciatore ci sono 26 trofei, in pratica, almeno uno all’anno, visto che si parla di una storia cominciata nel lontano 1984, quando aveva appena 16 anni ed è stato gettato nella mischia da Nils Liedholm, e che è durata fino all’ultima partita, nella stagione 2008/09. Una storia che lo ha legato in maniera inscindibile al modello Milan, unico grande amore della sua vita in campo e in cui è stato protagonista anche dietro una scrivania.

L’unico vero cruccio è quello di non aver mai vinto a livello internazionale con gli Azzurri, visto che il suo palmares al riguardo parla di un terzo posto a Italia ’90 e di due amarissime medaglie d’argento, quella mondiale a USA 1994 e quella europea nel 2000. Per il resto, però, soltanto vittorie e riconoscimenti sia di squadra che personali.

Peccato solamente che nella sua storia sia mancato il Pallone d’Oro, sfiorato nel 1994 e nel 2003, le due occasioni in cui il difensore rossonero ha chiuso al terzo posto nella classifica del celebre premio di France Football.
 

Paolo Maldini

I guadagni di Maldini durante la carriera da calciatore

Difficile capire quanto abbia guadagnato in carriera Maldini, se non altro perché ha cominciato a giocare in un periodo in cui gli stipendi erano decisamente più bassi di quelli attuali e che la vera esplosione dei salari è arrivata nei suoi ultimi anni in campo.

Si può comunque ragionare sull’analisi di France Football del 2003, che spiega che all’epoca Maldini, nonostante i suoi 35 anni, era comunque tra i 20 calciatori più pagati al mondo con un’entrata annuale di 6 milioni di euro, una cifra lontana dai 14 milioni di Zidane ma non certo normale per un calciatore entrato in quella che doveva essere l’ultima parte della sua carriera.

In realtà non è però stato così, perché Maldini ha continuato a giocare per altri sei anni, anche se proprio nel 2003, l'anno delle Champions vinta ai rigori dopo che nessun gol aveva variato le scommesse calcio live nei 120', ha deciso di accettare un taglio dello stipendio del 50% pur di restare nella squadra del suo cuore. In ogni caso, le stime di chi per lui parla di un patrimonio netto di circa 35 milioni di euro non sembrano poi così lontane dalla realtà.

Dopo la fine della sua carriera da calciatore, Maldini è stato abbastanza riluttante a intraprendere quella da allenatore o comunque ad assumere ruoli di campo. E persino quando il suo grande amico, ex compagno ed ex allenatore, Carlo Ancelotti ha provato a portarlo al Chelsea come suo allenatore in seconda, Paolino ha rinunciato all’opportunità.

Le due leggende del calcio italiano!

Il grande ritorno e lo stipendio da dirigente

Il sogno è sempre stato quello di rientrare al Milan, ma non è stato semplice far sì che accadesse.

La prima opportunità c’è stata ai tempi del Milan cinese, quando Marco Fassone gli aveva offerto la possibilità di diventare il Direttore Sportivo della nuova gestione. All’epoca però non c’è stato un accordo, sia per la volontà di Maldini di avere un filo diretto con la società che per lo scoglio dell’ingaggio: il club rossonero offriva meno di un milione di euro, Maldini ne voleva il doppio. 

Alla fine però il grande ritorno c’è stato nel 2018, quando la società è passata nelle mani del Fondo Elliott. La prima mansione ufficiale è stata quella di direttore dello sviluppo strategico dell'area sport, ma nel 2019 c’è stata la grande occasione, quella di riempire la poltrona di Direttore Tecnico, fino a quel momento occupata da Leonardo.

Quando il brasiliano ha lasciato il Milan per tornare al Paris Saint-Germain, il club ha dato le chiavi di tutta la gestione tecnica proprio a Maldini, che assieme al DS Massara si è occupato di quanto concerneva il campo. Sua, per esempio, la scelta di Pioli dopo il flop di Giampaolo. 

Quando sembrava ormai imminente l’arrivo di Rangnick in società, Maldini ha seriamente pensato di lasciare il Milan, ma alla fine il club ha deciso per la continuità aziendale e di dare fiducia (ottenendo ottimi risultati) al team tricolore di Paolino. Una scelta che alla fine ha pagato eccome, visto che nel 2022 è arrivato lo scudetto della seconda stella, con in panchina proprio il tecnico parmigiano e dietro di lui il team composto con Massara. 

Un lavoro, il suo, che come spiegava all’epoca Sport Mediaset veniva premiato da uno stipendio annuale da 1,8 milioni di euro lordi a stagione. Ma siccome tutte le belle storie prima o poi finiscono, l’acquisizione dei rossoneri da parte di RedBird ha portato a degli attriti tra la dirigenza e Maldini, che hanno portato al suo addio nel 2023.

Il contratto di Maldini da Direttore Tecnico Nazionale

L’esperienza accumulata da direttore tecnico rossonero,è servita a Paolino anche nei 16 giorni di impegno con la FIGC. 

Maldini, diventato il nuovo DT federale, ha avuto la coerenza di dire di no a  Giovanni Malagò. 

Non lavorerà più in coppia con Leonardo sulla gestione dell’intera filiera del calcio tricolore, ma la dignità professionale, in un Paese dove le dimissioni sono da sempre uno strumento sconosciuto, è pari a quella dei massimi statisti!

Maldini Patrimonio

 

Maldini riceva un premio

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo ed Alamy. Ultimo aggiornamento 28 luglio 2026.

Di Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

Francesco Cavallini