Stipendio Marotta: cosa rende una squadra vincente? I calciatori? L’allenatore? Oppure anche chi lavora dietro le quinte è in grado di imprimere una svolta decisiva a un campionato o addirittura a creare un ciclo vincente? Dovendo scegliere il grande protagonista del calcio italiano degli ultimi dieci anni, è difficile trovare un nome che metta d’accordo tutti.
Il ciclo della Juventus è merito di Antonio Conte o di Max Allegri? In campo sono stati più decisivi più Pogba, Dybala o Cristiano Ronaldo, tanto per citare i tre uomini simbolo dei diversi periodi della Signora?
Il ritorno alla vittoria dell’Inter è dovuto all’arrivo del tecnico leccese o ci sono voluti gli acquisti di Lukaku e Hakimi per abbattere il dominio bianconero?
E ancora, la squadra nerazzurra capace di vincere uno scudetto e giocare due finali di Champions League grazie ai calciatori o per merito di Simone Inzaghi? Infine, l’Inter avrebbe comunque vinto il titolo nella stagione 2025/26 o c’è molto del nuovo tecnico Cristian Chivu?
La risposta è che c’è un qualcosa che accomuna tutto (o quasi) quanto avvenuto negli ultimi anni di Serie A. Anzi, un nome, quello di Giuseppe Marotta. Il dirigente lombardo è quello che nel calcio italiano ha i risultati migliori sia a livello di campo e calciomercato che a livello politico, tra lega e federazione.
Gli affari top di mercato di Marotta
Ed ecco i suoi capolavori di mercato nelle società che gli hanno dato fiducia:
Monza, cessione di Pierluigi Casiraghi alla Juventus per 6,4 miliardi di lire.
Venezia, Massimo Taibi acquistato a titolo gratuito dal Milan e venduto al Manchester United per 10 miliardi di lire.
Sampdoria, Giampaolo Pazzini acquistato a 9 milioni dalla Fiorentina e rivenduto a 18 all’Inter.
Juventus, Paul Pogba preso a parametro zero dal Manchester United e rivenduto a 105 milioni di euro sempre ai Red Devils.
Inter, Romelu Lukaku, acquistato a 75 milioni dal Manchester United e rivenduto a 113 milioni al Chelsea.
La risposta è che c’è un qualcosa che accomuna tutto (o quasi) quanto avvenuto negli ultimi anni di Serie A. Anzi, un nome, quello di Giuseppe Marotta.
I successi con Juve ed Inter
L’attuale Presidente dell’Inter ha rappresentato, infatti, la figura chiave del processo di ricostruzione bianconera dopo gli anni di Calciopoli e della gestione Cobolli Gigli-Blanc, trasformandosi nel vero e proprio braccio destro (assieme a Pavel Nedved) di Andrea Agnelli. Marotta è arrivato a Torino nel 2010 e ha fatto una vera e propria rivoluzione.
Dopo aver posto le basi per il ritorno alla vittoria della Signora (lo scudetto di Conte nella stagione 2011/12), Marotta e la sua squadra (che alla Juventus comprendeva anche l’altro ex Paratici) hanno continuato a rinforzare la squadra fino ad arrivare al record di scudetti consecutivi.

E anche quando nel 2018 se n’è andato dalla Continassa, la rosa da lui costruita, per quanto migliorata con gli arrivi di campioni come Cristiano Ronaldo e De Ligt, è stata la base su cui nell’ultimo anno della prima era Allegri e in quello di Sarri la Juventus ha continuato, seppur con qualche difficoltà, a vincere.
Nel frattempo però Marotta si è accasato all’Inter e ha fatto…la stessa cosa, cercando di ricostruire una squadra che dopo il Triplete dei tempi di Mourinho e la Coppa Italia vinta con Leonardo in panchina aveva parecchio bisogno di tornare a sollevare almeno un trofeo.
E come avvenuto a Torino, anche a Milano non è che ci sia voluto moltissimo per riportare il club sui binari che più piacciono al dirigente e diventare nuovamente favoriti per le scommesse. Anche in questo caso c’è voluto Antonio Conte, oltre agli acquisti di Lukaku (ma non solo), per porre fine ai nove anni di trionfi juventini e per aprire un altro ciclo.
Dopo un altro rocambolesco addio del tecnico leccese, che non accettava il necessario ridimensionamento imposto dai conti del club, Marotta ha portato alla Pinetina Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino ha ottenuto risultati importanti, con un campionato vinto, quello della seconda stella, e due finali di Champions disputate.
Il ruolo di Marotta con il fondo Oaktree proprietario
E quando nel 2024 il fondo Oaktree ha rilevato il 100% delle quote del club, è sembrato ovvio che proprio Marotta, già plenipotenziario nel suo ruolo di AD per l’area sportiva, diventasse anche il presidente del nuovo consiglio d’amministrazione.

Ed è proprio in questo ruolo che il dirigente lombardo ha ottenuto il decimo scudetto della sua carriera, azzeccando anche stavolta la scelta dell’allenatore, affidando la panchina dell’Inter a Cristian Chivu, protagonista del titolo numero 21.
I risultati della Juve post Marotta
Ma forse la maggior dimostrazione di quanto Marotta potesse contare è data dalle peripezie della Juventus.
Senza di lui alla Continassa la situazione societaria è diventata molto meno fluida, come hanno dimostrato i tantissimi cambi a livello di allenatore (il primo addio di Allegri, l’esonero di Sarri, la scelta di Pirlo, il ritorno di Acciughina, la scommessa Thiago Motta, il traghettatore Tudor e infine Luciano Spalletti), ma anche in dirigenza, con Maurizio Arrivabene, Damien Comolli e Cristiano Giuntoli tutti passati in bianconero e liquidati senza troppe remore e soprattutto senza successi di rilievo.
L'inizio della carriera di Marotta
Non che la carriera di Marotta, classe 1957, sia cominciata alla Juventus, anzi. A soli 19 anni è responsabile del settore delle giovanili della squadra della sua città, il Varese, di cui successivamente diventa direttore sportivo. Le esperienza successive sono a Monza, Como e Ravenna, dove si mette in mostra per alcuni acquisti parecchio lungimiranti.
Su di lui mette gli occhi il Venezia, dove passa cinque anni, prima di trasferirsi all’Atalanta come direttore generale. Poi arrivano gli otto anni alla Sampdoria, presa in Serie B e totalmente ristrutturata dal punto di vista societario e sportivo.
La stagione in cui la Samp arriva quarta, centrando, a sorpresa per le online scommesse calcio i preliminari di Champions League, è quella che gli vale l’offerta della Juventus. E anche qui, senza il suo tocco magico, i doriani nella stagione successiva non solo non riescono a qualificarsi per la fase finale della Champions, ma addirittura retrocedono.
Il vero Re Mida del calcio italiano
Insomma, Marotta può tranquillamente essere considerato il Re Mida del calcio italiano, considerando che il suo arrivo in un club è quasi sempre stato sinonimo se non di vittorie perlomeno di risultati molto importanti.
I bonus di Marotta alla Juve
Già la vittoria del campionato 2021 ha portato un meritato premio nelle tasche del dirigente lombardo, che per quanto riguarda i bonus si era decisamente abituato bene negli anni alla Juventus.
Basta pensare all’accordo che Marotta aveva da direttore generale bianconero. Nell’ultima stagione a Torino, quella 2017/18, sono entrati nelle sue casse oltre 5,5 milioni di euro. Una parte, 1,5 milioni, è il compenso fisso, mentre il resto arriva dai premi ricevuti per la vittoria del campionato precedente e per i risultati della squadra, che nel 2016/17 ha raggiunto la finale di Champions League, per un totale di circa 2 milioni.
A cui ne vanno aggiunti anche altri 3,5 milioni, che derivano dai piani a lungo termine della società bianconera per il triennio 2015/2018, per un totale di 5,5 milioni.
Il compenso di Marotta all'Inter
Ma questo non significa che la cosa finisca qui, perchè a margine sono certamente compresi anche bonus molto corposi, sia di stagione in stagione che a lungo termine.
E visto che tutto quello che tocca diventa oro, normale che sia d’oro anche…il suo stipendio.
Quello del Presidente del Consiglio d’Amministrazione e Amministratore Delegato per l’Area Sportiva dell’Inter non è uno degli stipendi dei dirigenti del calcio italiano che sono stati resi noti, ma si suppone che il suo contratto parli di un compenso fisso di 3,5 milioni di euro a stagione grazie al rinnovo ottenuto nel 2023 e che lo lega al club nerazzurro fino al 2027.
Tra l’altro, come presidente del CdA Marotta, per una sua scelta profondamente etica, non percepisce nulla, continuando a ricevere solo lo stipendio da AD.
Stipendio Marotta - Domande Frequenti
D: Che ruolo ricopre Beppe Marotta all’Inter?
R: Marotta è attualmente presidente del consiglio d’amministrazione nerazzurro, nonchè AD con delega per l’area sportiva.
D: Da quando Beppe Marotta è diventato anche presidente del CdA dell’Inter?
R: Dal 2024, quando Oaktree ha ottenuto il 100% delle quote del club.
D: Qual è lo stipendio di Beppe Marotta all’Inter?
R: Lo stipendio preciso del dirigente lombardo in nerazzurro non è nota, ma si suppone che si aggiri sui 3,5 milioni di euro fissi a stagione fino al 2027, più dei premi a rendimento.
D: In quali società di Serie A ha lavorato Beppe Marotta?
R: Venezia, Atalanta, Sampdoria, Juventus e Inter, vincendo 10 scudetti (7 con i bianconeri e 3 con i nerazzurri).
D: Qual è la cessione più remunerativa su cui ha lavorato Marotta?
R: Quella di Romelu Lukaku, che l’Inter ha venduto a 113 milioni di euro al Chelsea.
*Le prime due immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo, la terza da Alamy.
**Ultimo aggiornamento 26 agosto 2026.